Rooney-Napoli: un sogno di mezzo inverno

“Winter is coming recita una celebre serie inglese che sta spopolando in questi anni. Immaginate Jon Snow che dichiara alla folla “Half winter is coming”. Se Jon Snow fosse stato tifoso del Napoli, forse, l’avrebbe asserito. Da questo momento eliminiamo ogni riferimento alTrono di Spade” in modo da rendere accessibile a tutti l’articolo di cui sotto.

I sogni, in particolare quelli di mercato, sono sogni di mezza estate. Qui siamo in presenza di un desiderio onirico atipico. Un sogno di mezzo inverno. Sia perchè siamo nel bel mezzo dell’inverno, sia perchè si tratta di un vero e proprio “mezzo inverno”, dato che le mattinate ed i pomeriggi soleggiati mitigano e non poco la fredda temperatura. In particolare a Napoli, dove in questi giorni dicembrini si vedono scene di persone (giuriamo, ci sono tantissime foto che lo testimoniano, sui social ne trovate a bizzeffe, o “a zffunn” parafrasando l’imitazione di un compianto uomo di queste parti che adesso ci guarda da più in alto) in costume lungo il lungomare partenopeo.

Il sogno d’inverno, o di mezzo inverno, ha un nome e un cognome: Wayne Rooney. Più che un sogno si tratta di una suggestione, una visione palesatasi dinanzi agli occhi dei tifosi azzurri dopo l’intervista rilasciata ai colleghi di Radio Crc da parte di Vincenzo Morabito, uno dei tanti operatori di mercato che molto fanno discutere nel calcio moderno. Morabito ha parlato di una proposta fatto al Napoli da parte dell’entourage di Rooney; Wazza sarebbe stato proposto ad alcuni club, tra cui quello partenopeo. Lo stesso procuratore ha poi gettato acqua sul fuoco, definendo la situazione prima in maniera politically correct con un “difficilmente realizzabile”, e poi ammazzandola indiscutibilmente sul nascere con un “la vedo una possibilità morta e seppellita”. Addio sogni di gloria. O meglio, di mezza gloria.

In realtà la notizia, se così si può definirla (forse sarebbe più conveniente parlare di mezza notizia) contiene una componente più emozionale, sentimentale, che una connotazione pratica effettivamente realizzabile. Il veterano Wayne non rientra neanche lontanamente nella politica calcistica di Aurelio De Laurentiis, sotto ogni tipo di parametro: economico, anagrafico, strategico etc etc e potremmo continuare ancora. ADL non acquista campioni affermati, o sul finire della carriera, a cui destinare cifre di denaro consistenti, sia in termini di ingaggio che per rilevare il cartellino; e non citiamo nemmeno i diritti d’immagine per una questione di semplicità. Di conseguenza, escludendo i termini dell’effettiva realizzabilità, restano solo le fantasie oniriche dei tifosi. Già, i tifosi. Loro sono il motore grazie al quale si muove la giostra, aspetto di cui si dimenticano in tanti. E, loro, hanno il sacrosanto diritto di sognare.

La notizia, o mezza notizia o come diamine volete definirla, è rimbalzata sui social in un banale giovedì di mezza -manco a farlo apposta- settimana. Per un attimo, solo per un attimo, magari perdendosi nel meraviglioso odore del caffè, oppure inalando gli ammalianti fumi di una pizza appena sfornata, il tifoso partenopeo avrà immaginato Rooney con la maglia azzurra attillata esultare sotto la curva in compagnia di Hamsik e Callejon, dopo un goal in rovesciata sulla falsariga di quello che segnò nel derby di Manchester qualche tempo fa. Il derby da queste parti non ce l’hanno, e chissà per quanto tempo ancora, visto che Salernitana ed Avellino, almeno per l’anno prossimo, salvo cataclismi, non hanno in programma di salire nella massima serie (più probabile l’inedito col Benevento, che si candida ad essere il Leicester della cadetteria).

Finito il caffè, mangiata la pizza, con tazza vuota e piatto pulito, il sogno svanisce. Il buon Wayne indossa ancora la maglia del suo amato Manchester United ed il tifoso napoletano si interroga sull’imminente arrivo di Pavoletti (manca l’ufficialità, ma sembra fatta) e sulle sorti di Manolo Gabbiadini.

Ci si è svegliati sul più bello. Nemmeno il tempo di immaginarsi l’andamento dell’ottavo di finale di Champions League tra Napoli e Real Madrid con Shrek in campo. Quello sì -l’ottavo contro i Blancos- che è un sogno, però che si è materializzato al 100% grazie all’imprevedibilità dell’urna di Nyon. Rooney invece no, non ci sarà. Niente “Roonaldo contro Ronaldo”. Wayne conosce bene CR7; chissà, forse avrebbe dato a Sarri un consiglio utile su come fermare il portoghese. O magari un mezzo consiglio.