Giovani straripanti e il ritorno del “Tigre”: alla scoperta del Monaco, la fabbrica del gol

Cosa rispondereste se vi chiedessimo qual è la squadra che ha il miglior attacco in Europa? Real Madrid? Barcellona? Bayern Monaco? Paris Saint Germain? No, nessuno di questi club o altri di grande blasone. Numeri alla mano, la macchina da gol di questa stagione è il Monaco di Leonardo Jardim, con 53 gol in 17 partite di campionato e ben 13 giocatori a segno. 21 gol in più rispetto al Nizza, leader della Ligue 1, e del Paris Saint Germain, 13 gol in più del Real Madrid16 in più del Barcellona e 19 in più del Bayern Monaco. La squadra del principato non sta però solo sorprendendo dal punto di vista delle statistiche, ma anche da quello dei risultati: secondo posto in Ligue 1 alle spalle del Nizza (altra sorpresa della stagione) e qualificazione agli ottavi di finale di Champions League come prima del suo girone, lasciandosi alle spalle Bayer Leverkusen, Tottenham e CSKA Mosca. E dire che la squadra dell’imprenditore russo Rybolovlev, negli ultimi anni, non ha compiuto tanti investimenti a sei zeri. Al contrario, si è privata dei talenti migliori in rosa: James Rodriguez (Real), Kurzawa (PSG), Kondogbia (Inter),  Abdennour (Valencia), Martial (Manchester United) e Ferreira Carrasco (Atletico Madrid). Quali sono allora le armi del Monaco di Jardim?

Come tutte quelle squadre con un budget limitato (il Milan, ad esempio), anche il Monaco ha deciso di puntare molto sui giovani, in parte provenienti dal settore giovanile e in parte acquistati da altre squadre. Al progresso degli elementi più giovani si aggiungono giocatori di esperienza capaci di alzare il livello della qualità. In difesa, davanti al nazionale croato Subasic (1984), giocano il brasiliano Jemerson (1992), arrivato l’estate scorsa dall’Atletico Mineiro, e l’ex Torino Kamil Glik (1988). Ai lati, due nuovi arrivi di quest’estate: a sinistra gioca l’ex Marsiglia Mendy (1994), mentre a destra  Sidibé (1992), proveniente dal Lille e già nel giro della nazionale maggiore. A centrocampo, l’inamovibile è il brasiliano Fabinho (1993), ex terzino destro reinventato da Jardim nel ruolo di mediano. Nel 4-4-2 abituale dei monegaschi, l’altro posto è conteso dal nazionale portoghese Joao Moutinho (1986), dispensatore di qualità, e dal 22enne Bakayoko (1994), centrocampista fisico e tattico. Il punto forte del reparto è costituito dagli esterni: a sinistra trova posto Lemar (1995), emerso sin dalla stagione scorsa; a destra il portoghese Bernardo Silva (1994) abbonda in fantasia e qualità; pronto a subentrare, il brasiliano Gabriel Boschilia (1996), altro talento da tenere d’occhio. L’attacco è guidato da un rilanciato Radamel Falcao (1986), con tanto di fascia di capitano: con 14 gol in 16 partite (tra tutte le competizioni) El Tigre è il miglior marcatore della squadra. A far coppia con il colombiano c’è Valère Germain (1990), attaccante formatosi nel Principato e tornato alla base dopo un prestito al Nizza lo scorso anno. In rampa di lancio c’è il prodotto della Primavera Mbappe Lottin (1998), con 6 gol già a referto in stagione. A tutti questi nomi si aggiungono altri elementi importanti, come l’italiano Andrea Raggi, l’esterno Nabil Dirar, obiettivo di mercato della Lazio in estate, l’attaccante argentino Guido Carrillo, accostato all’Inter negli anni scorsi, e altri giovani prospetti.

A gennaio dello scorso anno, Jardim veniva criticato per il gioco noioso proposto dalla sua squadra, al di là dei buoni risultati raggiunti fino ad allora. Oggi il Monaco è diventato una squadra efficace e divertente, con giovani affamati e campioni affermati, uniti in un collettivo di grande qualità. Il Manchester City (e non solo) è avvisato.